Insieme per un’economia civile ed un lavoro dignitoso per tutti
Spesso ci interroghiamo su come fare a tradurre in azione dei principi ascoltati...
a cura di Daniele Udali - Afi Verona
Scrive il prof. Leonardo Becchetti su Avvenire di martedì 12 febbraio 2019 "La protesta drammatica dei pastori sardi che sversano litri di latte per strada mette in luce un problema ben noto. Pagare al produttore meno di 60 centesimi al litro non ripaga nemmeno i costi e spinge al gesto disperato di distruggere il frutto del proprio lavoro. Certo c'è un problema di economie di scala, di qualità e progresso tecnologico delle filiere, ma anche e soprattutto di basso potere contrattuale dei produttori della "materia prima". E il prezzo basso al consumatore, che ci fa credere di vivere nel migliore dei mondi possibili, è un'illusione che in altro modo paghiamo a caro e carissimo prezzo. "
E ancora, nello stesso articolo "Esiste un destino ineluttabile per il quale siamo condannati a vivere in un modello con queste contraddizioni? O forse c'è la possibilità di mettere assieme qualità del prodotto, dignità del lavoro, tutela dell'ambiente e salute?"
Non è infrequente che singole persone, magari culturalmente più attente, si impegnino in scelte di consumo consapevole premiando così prodotti più sostenibili, in un esercizio individuale del "voto col portafoglio", ma il Prof. Becchetti illustra esempi di associazioni di consumatori francesi che sono riuscite, sulla base del loro potere d'acquisto, ad imporre ai produttori delle scelte precise circa i criteri di produzione di alcuni prodotti. Il consumatore non è quindi destinato ad essere sempre "l'ultima ruota" della filiera del consumo, dovendo accettare o subire ciò che altri decidono a monte, ma anzi che "il consumatore è oggi l'unico "portatore d'interesse" che ha la forza potenziale per realizzare un modello di creazione di valore sostenibile."
L'articolo di Avvenire del prof. Becchetti si conclude con queste parole "Un principio fondamentale dell'economia civile stabilisce che il progresso sociale verso il bene comune ha bisogno di quattro mani: il mercato, istituzioni lungimiranti, cittadinanza attiva e imprese responsabili. Smettiamola di aspettare il cambiamento solo da un leader illuminato o dall'avvento di un improbabile governo mondiale dell'economia. Il 'potere forte' dell'economia di mercato siamo noi. Se solo impariamo ad organizzarci e a rendere più generative e ricche di senso le nostre scelte."
In questo contesto di principi valoriali si inserisce la decennale esperienza dei Gruppi di Acquisto Familiare (GAF) della Brianza, che presenteremo nel Convegno Afi di Roma del 22.06.2019. Essa rende testimonianza che l'attivazione di diversi soggetti del pubblico e del privato, insieme, può realizzare qualcosa di molto più grande del fatto meramente economico.
Tutto ha preso avvio dall'idea di tradurre in pratica i principi dell'economia civile; per questo sono stati avviati dei gruppi territoriali di famiglie che insieme vivono, come tanti altri, relazioni di "buon vicinato", ma in più decidono di prendersi come impegno il sostegno a famiglie impoverite presenti nel territorio. Spesso la causa delle difficoltà temporanee di una famiglia sono la perdita del lavoro o la presenza di disabilità gravi, che impegnano molto per la cura, e il bisogno non è solo economico, quindi il primo sostegno che viene perseguito è l'inserimento in una rete di "buon vicinato".
Per un ulteriore aiuto concreto i GAF, periodicamente almeno due volte al mese, si impegnano ad acquistare la loro spesa attraverso un portale che destina buona parte dalla marginalità, negoziata con i fornitori, a progetti sociali. Le famiglie destinatarie del sostegno vengono identificate in collaborazione con le Caritas locali in rete con i Servizi Sociali dei Comuni che, quando aderiscono al progetto, partecipano anche con un piccolo contributo economico. Operativamente le mamme e i papà che hanno perso il lavoro vengono assunti a tempo determinato per poter svolgere l'attività di preparazione e consegna delle spese, avendo così l'opportunità di essere protagonisti del loro riscatto sociale, ricevendo una vera e propria busta paga simbolo di dignità e non solo di beneficenza.
Questo modello operativo di successo - che ha prodotto, ad esempio da settembre a dicembre 2018, 16 famiglie sostenute, 556 ore di lavoro remunerate, 3.490 euro di buoni spesa gratuiti, 5.560 euro erogati in ore di lavoro - può essere "esportato" anche in altri territori dove vi siano famiglie di buona volontà che accettano di applicare i principi di economia civile e vogliono prendersi cura, con uno stile del tutto familiare, del proprio vicino.
Per conoscere di più l'esperienza dei Gruppi di Acquisto Familiare (GAF) nel progetto Famiglia porta-Valori in Rete: www.famigliaportavalori.it




