La cura nella coppia
Un weekend per riscoprirci.
di MariaRosa Brian - Afi Treviso
Mi sono chiesta di quanti tempi è composto il film del nostro matrimonio.
C'è stato un primo tempo, quando eravamo in due. In questo primo tempo della nostra storia, un arrosto bruciato, per il palato innamorato di mio marito, era un piatto da chef stellato; e quando le sue scarpe infangate passavano nel pavimento appena lavato lasciavano deliziose impronte a forma di cuoricini.
Poi, durante il secondo tempo, sono arrivati i figli e la scena è stata riempita di tre "P": poppate, pannolini, pianti. Il tempo per guardarsi negli occhi era quello per notare le occhiaie dell'altro e le frasi più dolci erano: «Amore, cambia il pupo».
Durante il secondo tempo si sono susseguiti anni di asilo, elementari, medie, scuole superiori, università. È stato un tempo condito da riunioni genitori, interclasse, colloqui genitori-insegnanti, riunioni per calcio, incontri per catechismo, portare i figli a nuoto, musica, calcio, gita, ecc...aggiungiamo a questo bailamme anche il lavoro fuori casa mio e di mio marito. In questo secondo tempo l'arrosto non bruciava, perché arrivava in tavola ancora caldo di rosticceria e le impronte di mio marito sul pavimento si mimetizzavano con quelle di chi gattonava, di chi scivolava con i calzini e con quelle lasciate dai vari amici dei figli.
Sono stati anni bellissimi, intensi e con lo stupore di vedere questi figli, curati e accuditi con amore, crescere e diventare adulti. Il tempo a disposizione come coppia per questo lungo periodo è stato abbastanza esiguo, ogni giorno bisognava far entrare tutto in quelle striminzite ventiquattro ore. Ogni giorno sembrava una valigia di ritorno dalle vacanze: ma com'è che non ci sta mai tutto?
Ora siamo al terzo tempo del film del nostro matrimonio. I figli sono grandi, autonomi; uno ha abbandonato il nido e preso il volo. In questo tempo, l'arrosto bruciato è un pasto rovinato e le impronte sul pavimento mi danno molto fastidio!
I nostri ritmi sono rallentati, abbiamo nuovamente il tempo di stare insieme e guardarci negli occhi, ma, purtroppo, per accorgerci dei segni lasciati dal tempo. Ci siamo accorti di aver trascorso troppo tempo a curare la famiglia e i figli, senza curare la coppia, senza accorgerci che era necessario un tempo nostro per stare insieme e alimentare il nostro rapporto.
L'aiuto ci è arrivato poco tempo fa da una coppia di carissimi amici che ci hanno proposto il weekend di Incontro Matrimoniale. Abbiamo deciso di rimetterci in gioco per rinsaldare e migliorare il nostro rapporto. È stata una boccata d'ossigeno: ci siamo ritrovati, ci siamo rivisti e ci siamo riconosciuti di nuovo dopo tanti anni di matrimonio. È stato un tempo che ci siamo donati per prenderci cura di noi due, per re-imparare a dialogare.
Abbiamo re-imparato ad ascoltarci deponendo le armi fatte da "ma anche tu però...e quella volta che tu..." e ci siamo fatti carico dei nostri sentimenti imparando a dialogare partendo da essi, da come ci sentiamo e riconoscendo come si sente l'altro.
Iniziamo ora, dopo il weekend di I.M., il quarto tempo del nostro film. L'arrosto bruciato irrita ancora mio marito, come del resto le sue impronte sul pavimento mi danno sui nervi, ma abbiamo imparato a comunicarcelo senza offenderci l'un l'altro, senza accuse, senza sarcasmo, senza logoranti guerre in trincea. Ora cerchiamo di dialogare sapendo che davanti a noi c'è la persona che abbiamo deciso di amare ogni giorno, senza ferirla o accusarla, ma ascoltandola con il cuore. Come tutte le cose belle e vive, anche il rapporto di coppia ha bisogno di essere curato e alimentato per non morire.
Un consiglio? Non aspettate il quarto tempo per prendervi cura di voi. E se siete già al quarto tempo, beh, non è mai troppo tardi per ricominciare: basta volerlo!



