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Perché ho scelto di essere vegetariana

di Carlotta Tognin - Afi Monselice

 

Quando mi chiedono perché ho scelto di diventare vegetariana, fatico a dare una sola risposta. La mia non è stata una decisione impulsiva, ma un percorso nato un po' alla volta. A un certo punto, ho iniziato a guardare quello che avevo nel piatto con occhi diversi, realizzando che la carne non era solo "cibo", ma un essere vivente. Per la mia sensibilità, non era più sostenibile: semplicemente, non mi sentivo più a posto con me stessa.

All'inizio ho avuto bisogno di un periodo di adattamento. Cambiare abitudini e imparare a sostituire le proteine animali mi ha fatto scoprire ingredienti che prima ignoravo. Ho imparato i mille modi di cucinare i legumi: i ceci, per dire, diventano zuppe calde e super rinvigorenti in inverno e insalate fresche in estate, magari con zucchine saltate o pomodori succosi. Ho riscoperto la cremosità dei fagioli e quanto siano buoni i cereali integrali, imparando a seguire il ritmo della natura attraverso i tantissimi frutti che ogni stagione ci regala. Anche il mio corpo ha risposto alla grande; nonostante i dubbi degli altri sulle carenze nutrizionali, oggi mi sento leggera e piena di energia.

Ovviamente ci sono delle piccole sfide ogni giorno. Quando esco a cena, ho sempre quel pizzico di ansia per cosa offrirà il menù. Il disagio è più forte quando, invitata da amici, qualcuno si dimentica della mia scelta: trovarsi davanti a un piatto vuoto mentre gli altri mangiano è imbarazzante. Eppure, proprio in questi momenti, capisco il valore dei legami. Non pretendo che il mondo cambi per me, mi basta una piccola attenzione. Quando qualcuno si ricorda di me, lo sento come un gesto di vero affetto.

C'è una bella differenza tra un'intolleranza e una scelta etica. La prima è un obbligo medico; essere vegetariani è invece un atto di volontà, un modo per far andare d'accordo le mie azioni con i miei valori. Questa strada mi ha fatto conoscere sapori nuovi, dall'esotismo dell'avocado e del mango alla varietà delle verdure dell'orto. Non nego il potere dei sensi: il profumo di una carbonara o di una grigliata è ancora invitante, ma la curiosità mi spinge oltre. Visitando un festival asiatico a Padova, per dire, mi ha stupito vedere come le culture asiatiche riescano a creare piatti veg pazzeschi, che non hanno nulla da invidiare a quelli di carne per sapore e creatività.

In fondo, la mia non è una scelta complicata e non voglio convincere nessuno a fare come me. È una decisione quotidiana che mi rende serena. Sapere che chi mi sta vicino rispetta questo mio modo di essere mi fa sentire accolta: è in questa piccola attenzione che riconosco il bene che mi vogliono.

 

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