Perché sono diventata vegana
di Tania Callegaro - Afi Monselice
Prima di diventare vegana, mangiare carne, uova e latticini rappresentava la mia quotidianità. Un pasto senza carne o pesce era molto raro, ritenevo che fossero fondamentali durante i pasti in famiglia, a scuola, con gli amici. Non potevo rinunciare alle torte a base di cioccolato al latte o yogurt. Nel frigo della casa dei miei genitori non mancano mai questi ingredienti.
Eppure, tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024 mi sono posta una domanda molto semplice: io mangio volentieri una bistecca, ma sarei in grado di procurarmela io stessa, senza passare per il macellaio di fiducia, l'allevatore del paese o, peggio, l'industria intensiva? I miei nonni, nati in contesti rurali, non ci avrebbero pensato due volte; ma io non sapevo rispondere "sì" in modo convinto.
Così, ho colto la palla al balzo: a febbraio 2024 sono partita per Amsterdam per svolgere il mio tirocinio di tre mesi. Lì avrei potuto sperimentare con gli ingredienti, scegliendo io stessa cosa (non) comprare al supermercato. Questo è avvenuto in maniera molto graduale: all'inizio facevo la spesa come l'avrei fatta in Italia, ma con il tempo, complice una cultura molto aperta nei confronti delle cucine "alternative", ho smesso del tutto di comprare la carne, insieme al pesce. Le opzioni vegetariane e vegane erano sempre presenti nei locali olandesi, e questo è stato un grosso aiuto.
Tornata a casa, non è stato semplice fare i conti con una mentalità molto diversa dal mio nuovo approccio al cibo. Durante l'estate del 2024, inoltre, mi sono resa conto che nemmeno latte e uova erano immuni dalle dinamiche di sfruttamento degli animali: così a settembre, trasferitami fuori regione per la laurea magistrale, ho smesso di consumarli.
Ora ho 24 anni e sono vegana da più di un anno e mezzo. Mi sento a mio agio con la mia scelta, che è un'alimentazione variegata, bilanciata e coerente con la mia sensibilità. Non sempre è facile mangiare fuori casa, ma devo dire che ovunque stanno aumentando le opzioni vegetali nei menù e nei supermercati. E non parlo di piatti ricercati o estranei alla cucina tradizionale: la nostra cucina mediterranea offre già piatti gustosi e naturalmente "poveri" (pasta e fagioli, zuppe di legumi...) che valorizzano la produzione agricola senza bisogno di altro.
Il mio invito, più che cambiare stile di vita da un giorno all'altro, è quello di diventare consumatori consapevoli. Le motivazioni per approcciare un'alimentazione più vegetale sono tante: etica, sostenibilità, benessere fisico... e con i mezzi tecnologici che abbiamo oggi a disposizione è impossibile non essere a conoscenza degli impatti delle nostre scelte sugli animali e sull'ambiente. Penso che questa sia una valida e bellissima forma di cura verso il pianeta.




